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Ciao, io sono Sara e tu sei nel nostro magico mondo!

E' l'ora delle presentazioni: sono una divoratrice di libri di notte ed una studentessa di giorno. Sono una bookblogger, una bookstagrammer ed un'aspirante scrittrice, già, il mio primo romanzo "Con tutto l'amore che so"è presente nelle librerie.
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Sara

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Il mio primo romanzo: "Con tutto l'amore che so" - malattia, amore e gioventù


Mi fa stano iniziare un nuovo articolo dopo diverso tempo, ci sono molte cose che dobbiamo raccontarci e spero che questo sia il momento giusto. Solitamente i social media menanger dicono che questo sia il periodo meno consigliato perché le persone sono indaffarate a causa del Natale, io penso - invece - che questo sia il tempo giusto per condividere le emozioni. 
Oggi parleremo di una grande emozione che mi travolge da ormai tre mesi: "Con tutto l'amore che so", il mio primo romanzo. 
Vorrei scrivere una di quelle frasi emozionali (e promozionali😂) per dirvi quanto questo libro sia importante per me e che tutti dovreste leggerlo e che potrebbe essere un perfetto regalo di Natale, ma non ci riesco proprio. 
Il motivo credo sia legato al fatto che non mi senta autrice, lasciamo questi appellativi a J.K. Rowling o ad Elena Ferrante, e di conseguenza di queste cose mi interessa poco e niente. 
Non mi interessa quantificare in numeri, bensì in emozioni: quando la mattina mi sveglio e leggo un messaggio in cui qualcuno mi dice che "Con tutto l'amore che so" sia stato una piccola magia per la propria vita il mio cuore esplode dalla gioia e questo non ha prezzo.
Lo so, mi emoziono per poco perché credo nell'amore. 
L'amore è il centro di questa storia perché con l'amore si può tutto, perché "Con tutto l'amore che so" è davvero il recipiente dell'amore che ho collezionato nella mia vita, nella nostra vita: l'amore di una mamma verso il proprio bimbo, l'amore di due ragazzi che sembrano cantare la lode alla vita solo con gli sguardi, l'amore racchiuso in una fotografia e quello imperfetto...

Sofia, Alan e Mary, almeno per me, sono un turbinio di emozioni, un inno alla libertà e all'amore. Non vi nascondo che ho la speranza che ragazzi ed adulti abbiano la possibilità di approcciarsi al romanzo e ritrovarsi tra le righe che compongono la storia. 

"Con tutto l’amore che so” una dichiarazione d’amore nei confronti dell’esistenza che si fonde ai rapporti umani, alle persone che colorano la quotidianità, al fatto che terreno e divino possono creare  un’alleanza indistruttibile, capace di rendere meno dura la difficile esistenza di una ragazza malata, Sofia. 
Scrivere questa storia è stata l’esperienza più terapeutica che abbia mai affrontato: ho conosciuto parti nascoste di me che immagino sarebbero rimaste in letargo per molto tempo. Arriva per tutti, prima o poi, un momento che ti mette alla prova, che ti chiede più di quello che sei in grado di sopportare, per poi rendersi conto che si è più forti di prima. 
Costantemente Sofia, proprio come me, è costretta a lottare per ogni mollica che compone la vita e che lei tanto ama. Con la malattia ti sembra di impazzire e di vivere in una bolla che potrebbe scoppiare da un momento all'altro, eppure è proprio il Dolore a dare importanza alla felicità. Il dolore, si sa, è annebbiante, ma è proprio in quella confusa nebbia che si riesce a trovare il filo più prezioso che ci lega alla luce. 
La storia di Sofia è pura fantasia, ma in fondo non sono andata poi così lontano da quella che è la verità perché Sofia è dentro di me, ma anche dentro di te o dentro a quella persona sconosciuta che hai da poco incontrato, Di certo io sono una goccia nel mare, come lo sarà anche il mio romanzo, ma vorrei far riflettere che la disabilità non è una coraggiosa lotta e neanche un'insieme di inutili commiserazioni, bensì è una vita uguale a quelle di centinaia e migliaia di persone condita, però, dall'arte di affrontare gli ostacoli con una naturale semplicità. 

Con tutto l'amore che so,
Sara

Commenti

  1. Le tue parole come sempre mi riempiono il cuore e l'anima. La disabilità è un argomento che molte persone non sanno affrontare a volte per pura e semplice ignoranza altre per paura...paura di non essere in grado di gestire un argomento così delicato ma io penso che basterebbe mettere da parte il pregiudizio della disabilità e guardare le persone meno abili come abili perché solo Dio può giudicare le persone e, da non praticante, so per certo che Dio non giudica e non classifica le persone come abili e meno abili o disabili ❤️❤️❤️❤️

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  2. Carissima Sara, ho conosciuto il tuo blog attraverso un servizio alla tv e me ne sono innamorato.
    Ho comprato il tuo libro per fare un regalo a mia figlia cha ha 19 anni; sono sicuro che lo apprezzerà perchè prima me lo sono letto io e devo dirti che , nonostante tu sia giovane, sei una scrittrice straordinaria.
    Aspetto con ansia il tuo prossimo!
    Con tanto affetto, Enrico

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